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Il Torrazzo è localizzato
alla sommità di un dosso, isolato dal resto della dorsale
. Il fronte della collina degrada da levante a ponente verso
l'ampia valle del torrente Borbore. Il panorama è particolarmente
suggestivo consentendo la vista delle colline che delimitano
le vallate circostanti. Nel Sei-Settecento il Torrazzo rimase una "vigna"; la torre era una costruzione isolata cui si allineava, ad una certa distanza, un fabbricato di soli due piani fuori terra , ricostruito sulle fondamenta del demolito castello. Ad inizio Ottocento, dopo la Restaurazione, quando era capofamiglia Placido Luigi (1790-1857), Avvocato Generale del Piemonte dal 1814 e Senatore del Regno dal 1823, fu decisa la costruzione della "casa alta" tra i preesistenti fabbricati e la torre e la formazione del giardino . Nella torre, nonostante i due metri circa di spessore dei muri, furono aperte porte e finestre per renderla abitabile e collegarla alla casa. |
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Il giardino formale è
tracciato tutto con siepi di bosso, di cui alcune piante sono
tagliate in sagoma alta, come ad esempio sullo spigolo della
torre, ed altre ad albero con tronco diritto e cappello a fungo.
Di questi ultimi rimangono tre esemplari originali: uno soffocato
dai giganteschi bagolari e dalle gleditschie crescuti all'estremo
sud-est del giardino, il secondo dominante verso sud, notevole
per la dimensione del suo tronco , il terzo sulla spigolo verso
ponente. |
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